mercoledì 6 luglio 2011

Ripiegare le mani in grembo


Ultimamente sto insegnando a me stessa  ad essere più paziente. Sono sicura che questo post riguardi anche molti di voi. Il fatto è che essendo molto impegnata in questi ultimi anni, non riesco a stare ferma per un secondo, ad esempio non riesco a  far caricare qualcosa su internet senza che mi parta un tic nervoso che  mi dice controlla la posta, controlla facebook…e twitter?!? Cioè in un  tempo di trenta secondi, in cui , che ne so si può salvare un file o qualcosa del genere, io sono lì che mi contraggo e mi contraggo come una molla . Ma questo va anche oltre  la mia “vita digitale”, perché divento  impaziente anche quando c’è completo  silenzio oppure quando non ho nulla da fare. Sono in fila da qualche parte, tic tic tic . Sono seduta a tavola a mangiare, contrazione contrazione contrazione . Seduta in macchina, contrazione contrazione contrazione . Perchè nel mio cervello c’è una vocina che mi dice che quei minuti trascorsi in fila o seduta in macchina tolgono del tempo alla miriade di cose che ho da fare. Allora tutto il mio nervosismo  viene convogliato verso il basso, verso le mie gambe che iniziano a muoversi tamburellando il pavimento.
Non riesco a ricordare il momento esatto in cui mi sono resa conto che dovevo fermarmi, ed ultimamente è una lotta con me stessa per riuscire a sedermi con calma e lasciare che le cose avvengano  seguendo i loro tempi e non i miei. Quando sono al computer il mio trucco è quello di ripiegare le mani in grembo. Sembra stupido, ma funziona. Mi ha colpito l’altro giorno riuscire a salvare un file enorme al computer. Ho ripiegato le mie mani in grembo e ho aspettato. Ho assaporato quel momento. Ieri sera eravamo a cena in un ristorante, e ad un certo punto ho bruscamente fermato il cameriere perché voleva prendere il mio piatto, avevo appena preso l’ultimo boccone di quello che avevo nel piatto. Allora ho capito che questa abitudine in alcuni di noi viene rafforzata anche dall’ambiente che ci circonda, in realtà ci mettiamo fretta a vicenda. Da qui la difficoltà a cambiare. Ma io ci sto provando, e spero di poter dare il buon esempio.
Questa settimana è stata una di quelle  in cui tutto ciò che poteva andare male, è andata peggio( prima legge di Murphy?!?). Andrà meglio la prossima. Ho appena ripiegato le mani in grembo  in attesa che quello che non posso controllare sia passato. Ho fatto un progetto di vita per il prossimo anno che mi terrorizza e mi eccita, e sto mangiando sano ultimamente (anche se  dovrei andare in palestra e vedere un nutrizionista, però non me lo posso permettere, ma questa è una storia per un altro giorno), e in sella alla mia bicicletta mi sento senza peso, dove l'unica cosa scritta sulla “lista delle cose da fare”  è solo quella di sentire il vento tra i capelli.

ps. Ringrazio Luca per i suoi pensieri , che mi divertono sempre e mi hanno fatto riflettere sulla pubblicazione di questo mio post.

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